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‘A 67

“’ A CAMORRA SONG IO”

(2005 – POLOSUD)

 

Gli A’67 sono:

Daniele Sanzone (Voce)

Andrea Verdicchio (Sassofono)

Enzo Cangiano (Chitarra)

Alfonso Muras (Basso)

Luciano Esposito (Batteria)

 

biografia

 

 'A CAMORRA SONG IO è il primo album degli ‘A 67, band napoletana che si muove nei territori del funk, del rap, del rock.

Il loro nome in gergo indica la “167 di Secondigliano”, l’allucinante agglomerato di palazzoni sorti nell’area nord di Napoli, quartiere Scampia, per la legge 167 relativa all’edilizia popolare e divenuta nota negli ultimi tempi come teatro di un’accesa faida fra bande camorriste rivali, per il controllo del territorio. La 167 è separata dal resto di Napoli. Concepita urbanisticamente come un mondo a parte senza punti di ritrovo e di aggregazione, il quartiere è il risultato di politiche socialmente aberranti e suicide, tese ad isolare piuttosto che ad integrare.

In questo magma di pulsioni, di eventi, di disagi, gli ‘A 67 sono una risposta, un urlo lacerante contro il silenzio colpevole di chi vuole l’emarginazione dell’individuo.

Nel disco, che contiene 12 brani ed era stato anticipato da un mini cd omonimo (le cui 4 tracce sono state qui riprese), si sente l’eco propulsiva della Napoli degli anni ’70, di Napoli Centrale quella degli anni 80 dei Bisca fino ad arrivare ai più recenti 99 Posse, la traccia concreta delle parole di Fabrizio de Andrè, di cui gli ‘A67 reinterpretano “Don Raffaè”.

La band gioca con le contaminazioni, con le emozioni vissute “ngopp‘a pelle”, che permettono loro di sopravvivere alle bombe nel video-cartone, contenuto nell’album, quest’ultimo impreziosito dalla produzione artistica di Ettore Sciarra (ex Walhalla) e da numerosi ospiti tra i quali: Daniele Sepe, Ernesto Vitolo, Marcello Vento, Gabrielle Pascale ed altri.

 

‘A67 – IL VIDEO

Nel disco è presente una traccia video del brano ’A67. La regia è di Enrico Caria, Felice Farina e Luca Ralli. Il videoclip è tutto giocato sulla guerra di camorra. Il mondo dei media ha definito con il termine “guerra” la faida che insanguina il quartiere - locuzione un po' esagerata - e su questo la sceneggiatura si è mossa. Sono stati coinvolti anche i bambini delle scuole elementari ai quali è stato chiesto di disegnare la camorra. Ai frame della band, infatti, si intrecciano le rappresentazioni dei bambini, il cui immaginario è spettacolare.

 

A CAMORRA SONG IO: nessuno può chiamarsi fuori.

 

etichetta Polo Sud – info@polosud.com

 

Ideato e realizzato da Luigi Farina ( LuigiFarina@musicaeteatro.com )

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segnalato da Spaghetti Italiani - Portale di Gastronomia